Richiami pseudopastorali nelle sentenze di nullità matrimoniale come minaccia della carità e giustizia. Qualche rifflesioni sulla trama (alla luce) del discorso del papa Benedetto XVI alla Rota Romana del 29 gennaio 2010
DOI:
https://doi.org/10.15633/ac.0614Abstract
Il 29 gennaio 2010 Benedetto XVI, in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario ha ricevuto nell’udienza, nella Sala Clementina, il Collegio dei Prelati del Tribunale Apostolico della Rota Romana insieme con gli altri officiali e i collaboratori dello stesso Tribunale. Nel suo discorso il Papa ha richiamato l’attenzione di carità, giustizia e verità – tre linee guida di chiunque sia chiamato ad amministrare la giustizia, le quali favoriscono l’indissolubilità del matrimonio. In particolare Benedetto XVI ha voluto raccomandare di riffugire da richiami pseudopastorali che situano le questioni su un piano meramente orizzontale, in cui ciò che conta è soddisfare le richieste soggettive per giungere ad ogni costo alla dichiarazione di nullità, al fine di poter superare, tra l’altro, gli ostacoli alla ricezione dei sacramenti della Penitenza e dell’Eucaristia. Il bene altissimo della riammissione alla Comunione eucaristica dopo la riconciliazione sacramentale, esige invece di considerare l’autentico bene delle persone, inscindibile dalla verità della loro situazione canonica. Sarebbe un bene fittizio, e una grave mancanza di giustizia e di amore, spianare loro comunque la strada verso la ricezione dei sacramenti, con il pericolo di farli vivere in contrasto oggettivo con la verità della propria condizione personale.
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Copyright (c) 2010 Bartosz Nowakowski

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