La proibizione dell’esercizio degli Ordini nel procedimento di dispensa dall’obbligo del celibato sacerdotale
DOI:
https://doi.org/10.15633/ac.0616Abstract
Nel presente articolo, l’Autore presenta l’istituto canonico-giuridico della proibizione dell’esercizio degli Ordini nel procedimento di dispensa dall’obbligo del celibato sacerdotale di cui agli artt. 4 Praeterquam aliis e 4 Ordinarius competens del 1980. Per quanto riguarda le fonti giuridiche, l’Autore indica l’incoerenza tra il testo dell’art. 4 Ordinarius competens pubblicato negli AAS e quello inviato a tutti gli Ordinari dalla S. Congregazione per la Dottrina della Fede; tuttavia prevale il testo degli AAS. Poi, l’Autore presenta le origini storiche dell’istituto giuridico commentato (can. 1997 CIC/17; n. 2, 4° Norme del 1971) e lo distingue dagli altri, soprattutto chiarisce il suo carattere non penale, avendo proposto di non usare il termine sospensione in questo contesto. L’ambito dell’applicazione dipende dall’ambito della legge del 1980 e anche dal carattere processualistico della proibizione ad cautelam dell’esercizio degli Ordini. Questa proibizione non vale ipso iure (come al can. 1709, § 2 CIC/83), ma dal momento dell’emissione del decreto da parte dell’Ordinario; questa proibizione deve essere intimata con decreto formale. La violazione di detta proibizione può determinare la conseguenza che il chierico non ottenga la dispensa e può costituire il delitto di cui al can. 1389, § 1 CIC/83.
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Copyright (c) 2010 Piotr Skonieczny

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